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Io digiuno perchè non devono tornare gli Opg

Dal Forum Salute Mentale - Dom, 07/05/2017 - 16:55

Io digiuno contro gli Opg: “Mettici la faccia”, video o foto dai partecipanti alla staffetta del digiuno

Continua la  STAFFETTA DEL DIGIUNO, durante la discussione alla Camera del d.d.l. “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario”, per ottenere lo stralcio delle norme che riportano ai vecchi OPG … leggi tutto

Per far si che la nostra voce sia ascoltata e la campagna abbia maggior diffusione possibile abbiamo bisogno di tutti e tutte voi.

Ti chiediamo 4 semplici azioni per aderire, sostenere e diffondere il più possibile la campagna IO DIGIUNO:

1- Aderisci alla staffetta del digiuno: scrivi a  redazione@stopopg.it

2 -Realizza un breve video o una foto per promuovere il tuo giorno di digiuno

esempio FOTO esempio VIDEO

3 -Condividi il tuo video o la tua foto sui tuoi canali social network

4 -Inviaci il tuo video (durata 20”-30”…) o la tua foto: sarà parte dello spot per la campagna: invia a crbmsm@gmail.com

“METTICI LA FACCIA!“

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Come muore la cultura della 180 in Puglia

Dal Forum Salute Mentale - Ven, 05/05/2017 - 16:42

La situazione in cui versa il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) di Brindisi, specchio di quello che sta accadendo nell’intera Regione Puglia, è insostenibile. La denuncia ci arriva da parte di associazioni di cittadini, operatori e medici della provincia pugliese e richiama, ancora una volta, la necessità di fare luce sulle condizioni drammatiche della salute mentale nelle regioni italiane.

L’intero circuito di risposta alla sofferenza psichica dei cittadini è in crisi a causa della mancanza di una adeguata iniziativa politica e organizzativa: in tutta la Regione Puglia e nell’Asl Br in particolare, appaiono penalizzati i Centri di Salute Mentale Territoriali sempre più ridotti ad ambulatori psichiatrico-psicologici, piuttosto che centro e regia della tutela della salute mentale nel territorio. Allo stesso tempo, l’assistenza “psichiatrica” si svolge sempre più o nei reparti di Diagnosi e Cura, intasati e impossibilitati a far fronte alle troppe e spesso incongrue richieste, o nel circuito cosiddetto “riabilitativo” ad alti costi e scarsa qualità emancipativa.

Ormai i Dipartimenti di Salute Mentale Comunitaria sono morti ed al loro posto si sono sostituiti deboli Dipartimenti di Psichiatria!

Sicuramente una delle richieste più forti di operatori e cittadini della provincia di Brindisi (ma anche qui la situazione è uguale in tutta la Regione) è quella di assicurare al DSM il personale necessario. Ma questo non basta.

Per fermare l’avanzamento della logica manicomiale e neomanicomiale, perché la 180 non sia tradita, è necessario che ci siano precise scelte politiche e organizzative.

La salute mentale deve tornare a essere una priorità regionale scegliendo, finalmente e con rinnovato coraggio, il paradigma comunitario, mettendo di nuovo al centro i Servizi di Salute Mentale Territoriali e rendendo flessibile la spesa a favore di progetti individuali e collettivi attraverso i budget di salute.

In merito alla situazione del DSM Asl Br c’è bisogno: che le risorse umane tornino al più presto ad essere nella giusta quantità, garantendo la presenza di tutte le figure professionali (e non solo di quelle, peraltro al momento assolutamente insufficienti, di medici e infermieri); che le risorse umane presenti siano destinate in primis ai Centri di Salute Mentale e che sia interrotta subito l’attuale “emorragia” di personale dai Centri di Salute Mentale ai Servizi di Diagnosi e Cura, che dovrebbero essere autonomi ed in sicurezza. È necessario, quindi, che siano adottate urgentemente soluzioni organizzative adeguate e che l’Asl si impegni altresì a creare le condizioni per poter assicurare tutti i servizi previsti in adeguata sicurezza non appena possibile.

Per comprendere che il caso della Regione Puglia non è certo isolato basta ripensare all’appello lanciato qualche mese fa dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica. È evidente che sia arrivato il momento di inaugurare una nuova stagione della salute mentale in Italia.

È uscito il nr. 306 della rivista Animazione Sociale

Dal Forum Salute Mentale - Mer, 03/05/2017 - 10:38
È uscito il nr. 306 della rivista Animazione Sociale, il primo del 2017 illustrato dalle opere di Dario Fo. Il numero ospita contributi dai cantieri del lavoro educativo e sociale. Al centro l’inserto su come lavorare tra scuola e territorio con ragazzi a rischio dispersione. Il numero offre poi mappe concettuali e linee di metodo sull’educare in classe, sul generare fiducia nelle relazioni professionali, sul lavorare nei servizi con il “bisogno”, sul dar corpo nel quotidiano alla costruzione dei diritti, sull’alleviare storie di minori segnati da traumi, sul lavorare in strada con vite marginali e molto altro. Scopri l’indice.

Per abolire la contenzione

Dal Forum Salute Mentale - Mer, 03/05/2017 - 09:59

(grafica di Ugo Pierri)

“Trovandosi accanto a un uomo ristretto sul letto di contenzione, non si può non sentire il sentimento di disperazione finale che avverte chi è costretto a questa prepotenza. Sentimenti di rabbia, di dolore, d’impotenza, d’incapacità, di ribellione, d’inutilità, di fallimento che oggi le persone, con l’esperienza della contenzione, a fatica riescono a riferire. È talmente profonda la ferita di chi esce vivo da quest’esperienza che il racconto è quasi più doloroso dell’esperienza stessa. Come la fatica e gli inenarrabili turbamenti che hanno dovuto vivere i sopravvissuti dei lager, quei pochi, che hanno voluto affrontare la pena del ricordo.”

Mai più Opg. La parola a Montecitorio

Dal Forum Salute Mentale - Mer, 03/05/2017 - 09:59

di Stefano Cecconi

Sono usciti ieri dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto gli ultimi due internati, per essere ricoverati nella Rems di Barete (Aq), che in via eccezionale e provvisoria ha accolto persone da fuori regione proprio per far chiudere l’ultimo dei sei Opg italiani. Finisce così finalmente la storia dell’estremo baluardo del manicomio, rimasto aperto anche dopo la riforma Basaglia. Ma non finisce la nostra battaglia: ora dobbiamo fare in modo che l’alternativa alla logica manicomiale dell’Opg non si riduca alle sole Rems (Residenze per le misure di sicurezza), strutture sanitarie certamente migliori ma pur sempre detentive.

La vera sfida, come prescrive la riforma, la legge 81/2014, è offrire percorsi di cura e riabilitazione con misure alternative alla detenzione.

Perché ciò sia possibile bisogna dare forza ai servizi di salute mentale nel territorio e al welfare locale. E sostenere una collaborazione fra Magistratura, Regione, Asl e Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm). Nel frattempo bisogna rendere le Rems soluzioni di passaggio, attraversabili, aperte, parte integrante delle comunità. E soprattutto non devono riprodurre, come ci è capitato a volte di vedere, visitandole, caratteristiche così marcatamente custodiali da farle sembrare dei “miniOpg”. O peggio, come nel caso di Castiglione delle Stiviere, restare Opg. Ci incoraggia però aver incontrato in queste strutture tanti operatori seri e motivati. Per questo abbiamo deciso di sostenere la costruzione, dal basso, di un coordinamento nazionale Rems e il primo atto sarà il 18 maggio prossimo a Bologna.
Intanto, a pochi giorni dalla chiusura degli Opg, siamo stati costretti ad aprire una nuova mobilitazione. Un comma del Disegno di Legge «Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario», approvato al Senato e ora in discussione alla Camera, ripristina le vecchie norme, disponendo il ricovero nelle Rems anche di detenuti, come accadeva nei manicomi giudiziari.

Se non si pone rimedio, le Rems rischiano di diventare a tutti gli effetti i nuovi Opg. Sarebbe smentita non solo la riforma che ha chiuso gli Opg, la legge 81, ma anche il lavoro degli operatori che ha portato in pochi mesi a dimettere dalle Rems più di cinquecento persone. Se il problema che si vuol risolvere con l’emendamento è garantire l’assistenza sanitaria ai detenuti, troppo spesso impedita dalle drammatiche condizioni delle carceri, la soluzione è ben altra. Occorre che il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria istituisca le sezioni di osservazione psichiatrica e le previste articolazioni psichiatriche nelle carceri stesse (con strutture e personale adeguato e formato), riqualificando i programmi di tutela della salute mentale. Ma soprattutto servono misure alternative alla detenzione.

Così invece le Rems diventerebbero il contenitore unico per i «folli rei e per i rei folli», riproducendo all’nfinito la logica manicomiale. Ora la responsabilità è affidata alla Commissione Giustizia e poi all’Aula di Montecitorio e al ministro Orlando.

Per cancellare una norma così distruttiva, stopOpg ha lanciato un digiuno a staffetta, proprio durante la discussione del Disegno di Legge alla Camera. Alla staffetta avviata dall’ex Commissario per il superamento degli Opg Franco Corleone, partecipano in primo luogo i rappresentanti di stopOpg, tra cui don Luigi Ciotti, ma anche operatori della salute e della giustizia, associazioni di utenti e familiari. Un piccolo atto per una grande impresa: garantire dignità e piena cittadinanza a tutte le persone, senza discriminazioni, come vuole la nostra Costituzione.

(da Il Manifesto: https://ilmanifesto.it/mai-piu-opg-la-parola-a-montecitorio/)

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