Prendersi cura di un familiare con un disturbo mentale non è solo un atto d'amore o un dovere: è un impegno quotidiano che trasforma profondamente la vita di chi lo assume. Spesso, però, a questo carico si aggiunge un peso invisibile ma schiacciante: lo stigma.
In questo articolo esploriamo cosa significhi oggi essere un caregiver in Italia e come lo stigma "per associazione" influenzi il benessere delle famiglie. L’articolo è basato sull’intervento di Maria Gorlani (membro del direttivo di U.R.A.Sa.M. Lombardia) al Congresso “Conflitti nelle persone, nelle relazioni, nella comunità e riverberi psicopatologici” (Bormio, 9-12 aprile 2026), organizzato dalla SIP-LO (sezione lombarda della Società Italiana di Psichiatria) a cui hanno partecipato professionisti dai DSMD di tutta Italia.

Chi è il caregiver psichiatrico?
Nella maggior parte dei casi, il caregiver è un familiare stretto — un genitore, un fratello, un figlio, un compagno — che dedica ore preziose alla cura senza essere un professionista, senza formazione né retribuzione. In Italia, oltre il 70% di queste figure sono donne.
Il loro ruolo va ben oltre l'assistenza materiale: monitorano l’aderenza alle terapie e alle visite, gestiscono le crisi comportamentali, sostengono il congiunto nelle relazioni sociali e nelle attività quotidiane; spesso, riducono o sospendono la propria attività lavorativa per far fronte a queste necessità.
Le mille facce dello stigma
Lo stigma non colpisce solo chi soffre direttamente di una patologia. Esiste quello che i sociologi chiamano "stigma affiliativo": un marchio che viene esteso a chiunque sia vicino alla persona con disturbo mentale e mina la sua piena accettazione sociale.
U.R.A.Sa.M. Lombardia ha sostenuto e partecipato ad un’indagine nazionale dell’Università di Verona nel 2025 su 508 caregiver, che ha rivelato dati allarmanti:
Dove nasce il giudizio?
Dalla nostra esperienza come associazione, identifichiamo quattro contesti principali in cui lo stigma mette radici:
Come spezzare il cerchio: l’empowerment
Non dobbiamo rassegnarci. La presentazione indica tre pilastri fondamentali per il cambiamento:
Un esempio concreto di psicoeducazione: Family Connections™
All'interno del progetto JA ImpleMENTAL (2023-2024), è stato promosso in Lombardia il modello Family Connections™. Si tratta di un percorso strutturato per familiari di persone con Disturbo Borderline di Personalità, che ha dimostrato scientificamente di poter ridurre il carico emotivo e i sintomi depressivo nei caregiver, migliorando anche la comunicazione familiare.
Conclusioni
Lo stigma è un importante fattore di vulnerabilità per i caregiver di pazienti psichiatrici, ma non è insuperabile. Collaborando tra associazioni, servizi di salute mentale e cittadini, possiamo costruire una cultura della salute mentale che non lasci indietro nessuno.