Nel disturbo borderline di personalità (DBP), a fronte delle limitate indicazioni dei trattamenti farmacologici, gli interventi psicosociali rappresentano i trattamenti elettivi. Tuttavia, storicamente, l'accesso a essi è stato purtroppo limitato. Il progetto di ricerca QUADIM (2016-2019), valutando la qualità dell'assistenza erogata ai pazienti con disturbi di personalità in quattro regioni italiane (tra cui la Lombardia), ha dimostrato la necessità di un radicale miglioramento nelle prime fasi di cura per i giovani pazienti di età compresa tra 18 e 24 anni. I dati emersi hanno infatti rivelato che solo un sesto dei giovani pazienti era stato valutato in modo strutturato nelle prime fasi del trattamento, un terzo non aveva ricevuto alcun intervento psicosociale e meno della metà aveva avuto accesso ai trattamenti psicologici.
Il Progetto Regionale RISE (Recovery, Inclusione Sociale, Supporto, Empowerment) nasce proprio con la finalità di migliorare la qualità della cura dei giovani con disturbo borderline di personalità all'esordio attraverso interventi psicosociali intensivi, basati sulle evidenze e rivolti sia ai pazienti che ai loro familiari. Il progetto si rivolge ai pazienti in cura presso i Centri Psicosociali (CPS) dei Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze (DSMD) della Lombardia con diagnosi strutturata di disturbo borderline, un'età compresa tra i 18 e i 30 anni e un primo contatto con i servizi a partire da gennaio 2024.

Come funziona il progetto: le fasi operative
L'esperienza della precedente iniziativa europea Joint Action ImpleMENTAL ha permesso di strutturare l'implementazione del progetto RISE in tre fasi distinte:
Il ruolo centrale dei familiari e delle associazioni: "Esperti per Esperienza"
Una delle caratteristiche più innovative e qualificanti del progetto RISE risiede nel superamento dell'isolamento del paziente, riconoscendo che la cura efficace non può prescindere dal coinvolgimento attivo del nucleo familiare e della rete sociale. Il personale assunto sul progetto ha infatti il mandato esplicito di erogare gli specifici interventi psicosociali non solo nei confronti degli utenti, ma anche dei loro familiari, attivando al contempo un lavoro di rete volto all'inclusione e alla recovery. Le reti intersettoriali coinvolgono i servizi sociali dei Comuni, il terzo/quarto settore e, in modo prioritario, le Associazioni di Familiari e Utenti, tra cui U.R.A.Sa.M. Lombardia.
Le Associazioni di Familiari vengono valorizzate all'interno del progetto come veri e propri "esperti per esperienza". L'esperienza positiva già maturata durante la precedente Joint Action ImpleMENTAL ha ampiamente dimostrato che una partecipazione attiva e convinta delle Associazioni alla formazione è il prerequisito fondamentale per la buona riuscita degli interventi sistemici.
Nel progetto RISE, questo modello collaborativo viene replicato e strutturato attraverso i seguenti punti chiave:
La formazione del personale e l'investimento sul futuro
Per garantire che le prestazioni erogate siano omogenee e di alta qualità in tutti i CPS della Lombardia, il progetto prevede un massiccio piano di formazione che coinvolge tutti i DSMD regionali. Il percorso didattico riprende i temi della Joint Action — che aveva già formato circa 300 operatori sul territorio tramite l'Istituto Fatebenefratelli San Giovanni di Dio e l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri — articolandoli in modo ancora più approfondito.
I temi affrontati nella formazione includono: il processo diagnostico nel DBP, gli interventi evidence-based per pazienti (Dialectical Behavioural Therapy / Good Psychiatric Management) e familiari (Family Connections), il contratto di cura e il piano di crisi, il piano di cura personalizzato, il modello di intervento stepped care, il processo di recovery, il trattamento farmacologico appropriato e la valutazione oggettiva di esito.
