Giovani

Il Progetto RISE di Regione Lombardia: una nuova speranza nella cura del Disturbo Borderline di Personalità

5 Luglio 2026

Nel disturbo borderline di personalità (DBP), a fronte delle limitate indicazioni dei trattamenti farmacologici, gli interventi psicosociali rappresentano i trattamenti elettivi. Tuttavia, storicamente, l'accesso a essi è stato purtroppo limitato. Il progetto di ricerca QUADIM (2016-2019), valutando la qualità dell'assistenza erogata ai pazienti con disturbi di personalità in quattro regioni italiane (tra cui la Lombardia), ha dimostrato la necessità di un radicale miglioramento nelle prime fasi di cura per i giovani pazienti di età compresa tra 18 e 24 anni. I dati emersi hanno infatti rivelato che solo un sesto dei giovani pazienti era stato valutato in modo strutturato nelle prime fasi del trattamento, un terzo non aveva ricevuto alcun intervento psicosociale e meno della metà aveva avuto accesso ai trattamenti psicologici.

Il Progetto Regionale RISE (Recovery, Inclusione Sociale, Supporto, Empowerment) nasce proprio con la finalità di migliorare la qualità della cura dei giovani con disturbo borderline di personalità all'esordio attraverso interventi psicosociali intensivi, basati sulle evidenze e rivolti sia ai pazienti che ai loro familiari. Il progetto si rivolge ai pazienti in cura presso i Centri Psicosociali (CPS) dei Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze (DSMD) della Lombardia con diagnosi strutturata di disturbo borderline, un'età compresa tra i 18 e i 30 anni e un primo contatto con i servizi a partire da gennaio 2024.

Come funziona il progetto: le fasi operative

L'esperienza della precedente iniziativa europea Joint Action ImpleMENTAL ha permesso di strutturare l'implementazione del progetto RISE in tre fasi distinte:

  • Pre-implementazione: il Direttore della Struttura Complessa di Psichiatria attiva l'Equipe di Implementazione, formata dal personale appositamente assunto sul progetto in integrazione con il personale già in servizio nei CPS. Questa equipe progetta le attività locali attraverso strumenti specifici come l'analisi SWOT (per identificare punti di forza e criticità locali) e il Piano di Azione (per declinare azioni, operatori incaricati, tempistiche e stakeholders). Inoltre, provvede all'identificazione e all'aggiornamento dei dati dei pazienti da includere nei sistemi informativi regionali.
  • Implementazione: Corrisponde al periodo in cui le Equipe arruolano attivamente i pazienti ed erogano gli interventi terapeutici. L'avvio dipende dalle competenze pregresse del personale: gli operatori già formati in precedenti progetti (come la Joint Action) possono erogare gli interventi fin da subito. Il percorso viene monitorato periodicamente a livello regionale tramite indicatori del sistema informativo e questionari online compilati dalle equipe. Accanto al monitoraggio, si attiva una valutazione della qualità della cura, dell'efficacia pratica (effectiveness) e del costo-efficacia, utilizzando strumenti clinico-psicosociali compilati dall'operatore, dal paziente e dalla famiglia.
  • Sostenibilità e Valutazione: alla conclusione del progetto, si attivano la valutazione finale dei risultati e le modalità per proseguire, dopo la fine di RISE, le buone prassi adottate. In questa fase finale viene inoltre definito, a livello regionale e di ciascun DSMD, un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) specifico per il disturbo borderline di personalità.

Il ruolo centrale dei familiari e delle associazioni: "Esperti per Esperienza"

Una delle caratteristiche più innovative e qualificanti del progetto RISE risiede nel superamento dell'isolamento del paziente, riconoscendo che la cura efficace non può prescindere dal coinvolgimento attivo del nucleo familiare e della rete sociale. Il personale assunto sul progetto ha infatti il mandato esplicito di erogare gli specifici interventi psicosociali non solo nei confronti degli utenti, ma anche dei loro familiari, attivando al contempo un lavoro di rete volto all'inclusione e alla recovery. Le reti intersettoriali coinvolgono i servizi sociali dei Comuni, il terzo/quarto settore e, in modo prioritario, le Associazioni di Familiari e Utenti, tra cui U.R.A.Sa.M. Lombardia.

Le Associazioni di Familiari vengono valorizzate all'interno del progetto come veri e propri "esperti per esperienza". L'esperienza positiva già maturata durante la precedente Joint Action ImpleMENTAL ha ampiamente dimostrato che una partecipazione attiva e convinta delle Associazioni alla formazione è il prerequisito fondamentale per la buona riuscita degli interventi sistemici.

Nel progetto RISE, questo modello collaborativo viene replicato e strutturato attraverso i seguenti punti chiave:

  • Formazione congiunta: Gli operatori dei servizi sanitari e i membri delle Associazioni partecipano insieme alla formazione specifica dedicata ai gruppi psicoeducativi rivolti alle famiglie.
  • Co-conduzione dei gruppi: I familiari esperti collaborano direttamente sul campo con gli operatori professionali dei CPS nella gestione e nella co-conduzione dei gruppi psicoeducativi rivolti ai familiari dei pazienti.
  • Effetto volano sul territorio: Questa modalità di formazione congiunta e partecipazione attiva diventa un motore fondamentale per strutturare stabilmente all'interno dei DSMD interventi continuativi di supporto e accoglienza per le famiglie, migliorando i processi di recovery e coesione sociale.

La formazione del personale e l'investimento sul futuro

Per garantire che le prestazioni erogate siano omogenee e di alta qualità in tutti i CPS della Lombardia, il progetto prevede un massiccio piano di formazione che coinvolge tutti i DSMD regionali. Il percorso didattico riprende i temi della Joint Action — che aveva già formato circa 300 operatori sul territorio tramite l'Istituto Fatebenefratelli San Giovanni di Dio e l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri — articolandoli in modo ancora più approfondito.

I temi affrontati nella formazione includono: il processo diagnostico nel DBP, gli interventi evidence-based per pazienti (Dialectical Behavioural Therapy / Good Psychiatric Management)  e familiari (Family Connections), il contratto di cura e il piano di crisi, il piano di cura personalizzato, il modello di intervento stepped care, il processo di recovery, il trattamento farmacologico appropriato e la valutazione oggettiva di esito.

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